Affacciato sulla piazza della chiesa parrocchiale si trova Palazzo Terzaghi, oggi sede del Municipio.
Casa di villeggiatura della famiglia Terzaghi dal 1650 al 1867, l’edificio risale probabilmente al XVI – XVII secolo. In seguito a una crisi agricola e industriale, la famiglia perse i privilegi acquisiti dal titolo nobiliare. La villa venne così acquisita da Alessandro Negroni Prati dando il nuovo nome alla residenza. Il palazzo divenne infine proprietà comunale attorno al 1924.

Ampliato e modificato nel corso dei secoli, l’edificio si compone di un massiccio volume rettangolare su due livelli. In origine la facciata aveva due portali ad arco, di cui oggi ne è rimasto solo uno. Il secondo aveva infatti solo funzione estetica in relazione alla struttura architettonica.
Nei restauri effettuati recentemente all’edificio sono state ritrovate delle decorazioni interne, oggi restaurate e parte degli ambienti. Sul pavimento dell’androne sono inoltre riprodotti tutti gli stemmi delle Contrade di Gorla Maggiore.

Il Palio delle Contrade

Gorla Maggiore ha tra le sue tradizioni anche quella del Palio delle Contrade, nome introdotto negli anni Ottanta. L’iniziativa, creata da un circolo culturale, era denominata inizialmente Giostra dei Rioni. Interrotta per alcuni anni, ha oggi ripreso con il nome attuale. Al Palio partecipano le quattro contrade del comune: Contrada Canton Sotto, Contrada Nobili, Contrada Longa e Contrada San Carlo. I rioni hanno ciascuno un proprio stemma, creato su ricerche storiche.

Il Canton Sotto comprende la parte originaria medievale di Gorla Maggiore e ha lo stemma dell’antica famiglia Moneta. Sono raffigurate sei monete e un leone.
La Contrada dei Nobili prende il nome dalla scritta “Contrada Nobile” presente su un’antica mappa. Il suo stemma è un’aquila, simile a quella usata dalla famiglia Pusterla.

Per la Contrada Longa vi sono un’oca, un crocifisso e una linea curva che richiama la strada non rettilinea. L’animale e il simbolo religioso sono richiami ad antichi elementi decorativi su alcuni edifici. In particolare, sembra che fino agli anni Sessanta un’oca sporgesse da un edificio di Vicolo Cadorna.
Infine la Contrada di San Carlo, che porta il motto “Humilitas” e una corona.

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Contributi e testi a cura di UPEL Cultura: “Luoghi in Comune